Torneo delle Regioni. La Puglia si ferma in finale con la Juniores, ma resta protagonista di un percorso che lascia il segno

Torneo delle Regioni. La Puglia si ferma in finale con la Juniores, ma resta protagonista di un percorso che lascia il segno

Si chiude alla Nuovarredo Arena di Francavilla Fontana la 62ª edizione del Torneo delle Regioni di Calcio a 11, una settimana che ha trasformato la Puglia nel cuore pulsante del calcio giovanile italiano. Si chiude con un trofeo che prende nuovamente la strada del Lazio, ma anche con un’immagine che resta: quella di una Puglia capace di arrivare fino all’ultimo atto, giocarselo fino in fondo e uscire tra gli applausi degli oltre mille tifosi assiepati in tribuna. Tra questi, tutto il Consiglio Direttivo del Comitato Regionale, dipendenti e collaboratori, oltre ovviamente al Presidente Vito Tisci, che non ha mai fatto mancare il suo supporto ai ragazzi nel corso della settimana. Con lui, sugli spalti, ci sono anche il Presidente del CONI Puglia Angelo Giliberto, il Coordinatore FIGC-SGS Puglia Antonio Quarto, il Vicepresidente della Regione Puglia Cristian Casili, e il Presidente della Provincia di Brindisi Angelo Pomes.

La finale Under 19 racconta una storia fatta di equilibrio e dettagli. Per oltre un’ora la selezione guidata da Vincenzo Tavarilli tiene testa al Lazio, costruisce occasioni, colpisce due pali e resta dentro la partita con personalità. Poi, nella ripresa, due episodi indirizzano la gara e fissano il risultato sul 2-0. È lì che si decide il titolo, ma non il valore del percorso. Perché la Puglia non si è limitata ad arrivare in finale: ha costruito un cammino solido, crescendo di partita in partita, superando difficoltà e avversari di livello, fino a ritrovarsi ancora una volta a un passo dal titolo che manca dal 1963.

«Non ho nulla da rimproverare ai ragazzi – sottolinea il presidente Vito Tisci al termine della gara – hanno fatto una grande partita, soprattutto nel primo tempo. È stata una finale decisa dagli episodi. Il calcio è questo: una situazione, un pallone, e cambia tutto. Dispiace, ma resta un percorso importante. Siamo vicecampioni d’Italia e dobbiamo ripartire da qui».

Un concetto condiviso anche dal tecnico Vincenzo Tavarilli, alla sua terza finale sulla panchina pugliese: «Il risultato conta, ma fino a un certo punto. Quello che deve restare è il futuro di questi ragazzi. Questo gruppo ha dimostrato qualità importanti e sono convinto che diversi di loro potranno arrivare tra i professionisti». E i segnali arrivano già nel presente: «Abbiamo avuto la bella notizia delle convocazioni nelle Nazionali Dilettanti per Diop, Cauteruccio e Cifarelli. Questo significa che il lavoro fatto ha una prospettiva concreta». Poi l’analisi della partita: «È stata una gara equilibrata, potevamo vincerla anche noi. Ci è mancato qualcosa nei momenti chiave, soprattutto nei cambi. Abbiamo perso un pallone e da lì è nato il primo gol, poi il rigore ha indirizzato tutto. Sono episodi, fanno parte del calcio».

A chiudere il cerchio è l’Assessore al Welfare e allo Sport della Regione Puglia Cristian Casili, presente in tutti i momenti più iconici della 62ª edizione, che allarga lo sguardo ben oltre il risultato: «Dispiace per la sconfitta, soprattutto per questi ragazzi che oggi sono delusi, ma anche questo fa parte dello sport ed è un momento di crescita. Per la nostra regione è stato un evento straordinario, all’altezza del ruolo di Puglia Regione Europea dello Sport. Ringraziamo tutti i partecipanti, ragazzi e ragazze, per aver reso questa manifestazione così significativa».

Cala dunque il sipario sul Torneo delle Regioni di Calcio a 11 in Puglia, un’esperienza intensa e significativa per tutto il movimento sportivo regionale, segnata da numeri importanti, da un’organizzazione diffusa sul territorio regionale e da una partecipazione che ha coinvolto comunità, società e istituzioni.

La delegazione pugliese saluta il TDR con un’altra finale Juniores giocata e un’identità finalmente ritrovata, sotto gli occhi della propria gente. Non è certamente il risultato sportivo che ci si aspettava prima del fischio d’inizio, ma è certamente un punto di partenza solido da cui ripartire con slancio e determinazione. Perché quando arrivi a giocarti tutto fino all’ultimo istante, significa che sei tornato dove meriti di stare.